La Vera Storia di Reoconfesso

 

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Tutto quello che

4 febbraio 1976 d.C.: Emanuele nasce a Bari, da Vincenzo e Maria, artefici, nove mesi prima, di un romantico amplesso su una terrazza foggiana sommersa di mandorle appena colte, amplesso tanto fantastico quanto, probabilmente, mai avvenuto.

14 febbraio 1976: Emanuele, fin lì allattato dalla mamma, nel cui seno in realtà non è contenuta neppure una goccia di latte, rischia la vita prematuramente e a digiuno: di lì la fame atavica che lo accompagnerà nel futuro.

4 aprile 1976: battesimo di Emanuele, molto tradizionale, ma con un tocco di anticonformismo: il padrino, uno zio paterno, non si presenta, con sorpresa degli astanti, ed è tuttora latitante; recentemente sembra sia stato avvistato in Honduras, mimetizzato tra i guerriglieri.

2 dicembre 1978: la famiglia di Emanuele si trasferisce in blocco a Roma, giusto in tempo per assistere alla nascita del fratellino ed al cocente pentimento di Emanuele per averne chiesto uno.

Settembre 1979: Emanuele inizia la sua carriera scolastica in uno stato di forte isolamento rispetto ai suoi coetanei romani: soltanto a posteriori comprenderà che si trattava certamente di incompatibilità dialettale.

1979-1990: Emanuele è costantemente il primo della classe nei voti e nel rimediare schiaffoni dai compagni più bulli. Da notare l’esperienza del 1982, nella cui primavera, in seguito ad una banale marachella, la mamma gli griderà contro la traumatica frase “devi tornare buono come una volta”: da quel momento in poi, scoraggiato dal prematuro declassamento, Emanuele perde ogni speranza di raggiungere la perfezione durante la sua esperienza terrena.

1990: assolutamente negato in qualsiasi attività fisica e seduttiva, Emanuele, per millantare credito nei confronti dei suoi compagni di classe, si spaccia per tastierista in erba e si unisce ad una band, munito di pianola con tasti misura 5x1 cm proveniente, secondo la tesi più accreditata, da una confezione di brioches: resosi conto che il resto del gruppo non si differenzia molto dal suo standard, almeno in termini di esperienza musicale, Emanuele inizia a crederci. Si avvia così la lotta per la conquista della padronanza di un numero imponente di strumenti musicali, all’esito della quale, in luogo dello sperato successo, si imporranno problemi di spazio nell’arredamento.

Gennaio 1999: Emanuele fa la conoscenza casuale di Francesca Romana Coluzzi, attrice tra gli anni ’60 ed ’80, oggi regista teatrale: l’incontro consente ad Emanuele di essere finalmente felice di quello che è (nonostante il ribrezzo iniziale), di scoprire il proprio amore nei confronti del palcoscenico e del rapporto magnetico con il pubblico - dal quale è tuttora dipendente in maniera patologica - nonché di rappresentare numerosi spettacoli fino ad approdare a “Er medico de li matti” il 6-7 giugno 2003 al Teatro Ghione di Roma, che per un frescone qualsiasi non è cosa da poco.

2000-2003: acquistata fiducia in se stesso, Emanuele si espone a sporadici ed embrionali comportamenti da figo. Perde fiducia immediatamente dopo averci provato.

Marzo 2002: dopo aver iniziato a bazzicare il Web in occasione della creazione del sito di un circolo poetico cui apparteneva (progetto naufragato con rapidità impressionante e senza l’ausilio di alcun iceberg, altro che Titanic), Emanuele inizia ad appassionarsi ad Internet e vi approda con il nick di cui all’oggetto.

24 luglio 2003: tra una cosa e l’altra, Emanuele diventa avvocato. A tutt’oggi non è in grado di precisare con esattezza quale sia la sua attività, perso com’è in centinaia di iniziative.

Questo è tutto. Il resto lo troverete on line, d’ora in poi.

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